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Blossom: anatomia di un progetto

Ogni collezione ha un momento in cui esso esiste solo come una serie di intuizioni. Prima i disegni disegni, prototipi e prodotti , ci ci sono segni, immagini, riferimenti e forme che hanno ancora a trovare loro struttura. 

Per Blossom, questa prima fase assume forma nell’opera di Piero Angelo Orecchioni acquerelli. Corolle, steli, sovrapposti geometrie e aree di colore creano un vocabolario visivo vocabolario in cui la natura è non riprodotta alla lettera, ma tradotto in proporzioni, contrasti e movimento. 

All' origine della collezione c'è c'è c'è una memoria ricordo. Orecchioni ricorda il giardino giardino curato da suo madre, la successione delle stagioni e sua abitudine di tagliare fiori mentre mantenendo gli steli come lunghi quanto possibile. Da questo nasce l’idea di una fioritura in grado di portare vita e luce in una stanza.  

Ma il progetto non non non prende solo sulla carta. 

Entrare nel laboratorio 

Secondo Orecchioni, i laboratori artigianali sono luoghi in cui è possibile “attraccare e perdersi”: spazi in cui epoche, stili, materiali e oggetti diversi continuano a coesistere.  

Il laboratorio Bronzetto entra quindi a far parte del progetto come presenza attiva. I profili in ottone, le strutture sospese, gli stampi, i modelli e gli elementi conservati negli archivi non sono semplicemente parte dell’ambiente produttivo, ma diventano parte integrante della ricerca stessa. 

Blossom è nato anche dalla riscoperta di vecchi stampi e modelli provenienti dall’archivio storico della famiglia Bronzetto. 

La visione di Orecchioni si è unita alle competenze tecniche di Michelangelo Moroni e al lavoro degli artigiani del laboratorio, dando vita gradualmente a una collezione di lampade e mobili.  

È a questo punto che il disegno inizia a interagire con il materiale. Le forme immaginate devono trovare un equilibrio, sostenere il peso, orientare la luce e adattarsi alle possibilità offerte dalle diverse tecniche.

Da Mark a Construction 

Gli schizzi iniziali lasciano il posto a disegni più precisi. 

Cominciano a emergere dimensioni, raggi, sezioni, punti di collegamento e studi sulle proporzioni. Lo stesso linguaggio viene sperimentato in diverse tipologie: lampade a sospensione, applique, lampade da tavolo e lampade da terra. 

Alcuni elementi ricorrono da un prodotto all’altro: steli slanciati, bracci ramificati, forme circolari o coniche e fonti di luce disposte come fiori lungo una struttura.

Nei disegni tecnici, tuttavia, ogni intuizione deve essere tradotta in una soluzione realizzabile. 

La lampada da terra viene analizzata da diverse prospettive e sotto diversi aspetti; la lampada a sospensione assume la forma di una struttura lineare da cui si diramano diverse fonti luminose; anche le applique sono concepite come composizioni modulari.  

Il progetto va oltre l’illuminazione. Anche i tavolini e i mobili adottano lo stesso sistema di strutture slanciate e superfici colorate, combinando ottone, vetro e supporti in legno.  

Blossom si sviluppa così come un sistema aperto in cui oggetti diversi condividono lo stesso vocabolario senza diventare identici.

Materiali, forme e colori 

Il colore non entra in gioco solo alla fine del processo come semplice tocco finale. È presente fin dai primi acquerelli e continua a guidare lo sviluppo della collezione. 

Il verde, il rosso, il blu, il turchese e il giallo si alternano a superfici nere, dettagli in ottone e interni in foglia d’oro. Anche i materiali contribuiscono a definire le differenze tra i prodotti: metallo, vetro, marmo e componenti realizzati con tecniche diverse vengono combinati all’interno dello stesso oggetto. 

Per questo motivo, “ Blossom ” è stata definita un “anthology o di forme e colori”: una collezione in cui lampade e mobili non seguono un unico modello, ma formano un insieme attraverso variazioni, giustapposizioni e riferimenti ricorrenti.  

I nomi delle diverse serie — Tulip, Rose, Camelia, Tree e Float Flower — riprendono il tema della fioritura, interpretandolo ciascuna attraverso una struttura e una funzione diverse. 

Il progetto prima del prodotto 

Osservare *Blossom * attraverso schizzi, fotografie dei laboratori e disegni tecnici permette di scoprire quella parte del lavoro che tende a scomparire una volta che il prodotto finito è completato. 

La collezione non è nata da un percorso lineare che va dall’idea alla sua realizzazione. Si è sviluppata attraverso un dialogo tra immaginazione e costruzione, memoria personale e archivio, libertà espressiva e precisione tecnica. 

Nell’ambito di questo processo, il laboratorio non si è limitato a realizzare ciò che era stato disegnato. Ha contribuito, ha proposto soluzioni e ha reso possibile il passaggio da una forma intuita a un oggetto in grado di occupare uno spazio. 

Blossom Ecco il risultato di questo dialogo: un progetto i cui lavori finiti conservano ancora tracce degli acquerelli, dei materiali scoperti, delle prove effettuate e delle decisioni prese lungo il percorso.