Hortus: la natura è la protagonista
Nella collezione “ Eclectic ” di Brass Brothers, la natura diventa la principale fonte di ispirazione. Superfici irregolari e finiture asimmetriche riflettono l’unicità imperfetta degli elementi naturali, dando forma a oggetti di illuminazione che reinterpretano le forme botaniche, dove foglie, steli e texture organiche si trasformano in oggetti scultorei di luce.
Eleganza raffinata
Sensualità ed eleganza raffinata caratterizzano le forme “ eclectic ” di questa linea, che coniuga il gusto esotico e l’attenzione ai dettagli di lusso
con le moderne atmosfere ispirate alla giungla.
La natura viene riprodotta in oggetti unici, realizzati con l'ottone nella sua forma più naturale e attraverso i processi più audaci.
È proprio in questo contesto che nasce la linea Hortus, una collezione di lampade disegnata da Cecilia Pantaleo.
Creare la natura
L'estetica ispirata alla giungla e la creatività caratterizzano i capi con applicazioni della linea Hortus, in cui l'artigianato tradizionale si fonde con le tecnologie più avanzate.
Ogni elemento prende forma da una lamiera di ferro, tagliata al laser e lavorata a mano per ottenere texture organiche e imperfette. Gli strati di colore vengono applicati e poi delicatamente consumati, creando superfici che richiamano l’irregolarità naturale delle foglie.
All’incrocio tra struttura e decorazione, una spirale in ottone naturale unisce il gambo alla foglia: un dettaglio raffinato nato dalla progettazione digitale e dalla prototipazione 3D, e infine realizzato grazie all’antica tecnica della fusione a cera persa.
L'origine di Hortus
L'idea alla base di Hortus è nata da un'osservazione semplice ma significativa: la presenza delle piante, anche di grandi dimensioni, ha la capacità di infondere energia vitale negli spazi interni.
In contesti urbani sempre più densamente popolati urban , dove gli spazi all’aperto sono limitati, la necessità di ristabilire un legame con la natura diventa fondamentale. Le piante da interno rappresentano un modo per portare questo “effetto natura” nella vita quotidiana.
Eppure, per Cecilia, né le piante vere né quelle artificiali riuscivano a soddisfare appieno questa esigenza.
«Non ho il pollice verde e le piante finte non mi sono mai piaciute», spiega.
«Questo mi ha portato a ripensare il concetto di illuminazione botanica, partendo dalle lampade che andavano di moda negli anni ’70, ma reinterpretandole con una sensibilità più autentica e contemporanea».
L'obiettivo non era quello di imitare la natura, ma di tradurne la presenza in qualcosa che potesse portare luce e vita in uno spazio — introducendo un tocco di verde nell'artificialità dell'elettricità






