Una cucina racconta la propria storia attraverso i dettagli

Alcuni spazi rimangono impressi nella memoria per un colore, una luce, un materiale. Poi ci sono dettagli più piccoli, quasi banali, che finiscono per definire il modo in cui quello spazio viene vissuto.

In cucina, succede continuamente.

Apriamo un cassetto, un armadietto o l’anta di una credenza decine di volte al giorno. La maniglia diventa quindi uno dei punti di contatto più frequenti tra noi e lo spazio: un elemento funzionale, certo, ma anche una scelta di design.

Perché il carattere di una cucina si riconosce anche dal modo in cui si apre.

Forme che creano un’atmosfera

Una forma può evocare il mare, come nella collezione Oceano. Può richiamare alla mente un ramo e il mondo della foresta, come nella collezione Chalet. Può trasformare la natura in un piccolo elemento scultoreo, come nella collezione Fauna, oppure reinterpretare un linguaggio più classico e “ timeless ” attraverso la collezione Novecento.

Non esiste una regola fissa. Piuttosto, ci sono atmosfere, materiali e fonti di ispirazione con cui ogni dettaglio può interagire.

Con oltre 100 modelli di maniglie e pomelli presenti nel catalogo e la possibilità di sviluppare soluzioni su misura, l’obiettivo non è semplicemente quello di trovare un dettaglio che sia “bello”.

Si tratta di trovare quello che si adatta davvero a quello spazio.

I dettagli del progetto

I progetti realizzati nel corso degli anni lo dimostrano chiaramente.

A Villa Gli Arcipressi, sulle colline fiorentine, progettata dallo Studio Cipiuelle, le maniglie e i pomelli diventano parte integrante di un linguaggio materico più ampio.

A Villa La Marchesina, in Puglia, progettata da Graziana Calabrese, le forme ispirate alla vegetazione locale e al paesaggio circostante si inseriscono negli interni attraverso elementi realizzati su misura.

Nei progetti di Archicona Studio, invece, i dettagli in ottone diventano strumenti di personalizzazione, in grado di interagire con superfici, colori e materiali molto diversi tra loro.

Prima della cucina: il laboratorio

Ma prima di arrivare in cucina, molti di questi oggetti sono passati per un altro luogo: il laboratorio.

Alcune manopole Bronzetto sono realizzate con la tecnica della fusione a cera persa, un antico metodo che permette di riprodurre forme organiche, texture e irregolarità nell’ottone.

Un modello lascia il posto al metallo fuso; poi seguono la pulizia, la rifinitura, la lucidatura, la patinatura e, soprattutto, le mani.

Una ricetta alla fiorentina

È un modo per creare un legame profondo con il luogo da cui proviene Bronzetto.

L’Oltrarno fiorentino, o Diladdarno, è ancora oggi un intreccio di botteghe, atelier e saperi tramandati di generazione in generazione.

Qui, restauratori, orafi, corniciatori e artigiani continuano a lavorare i materiali con tecniche che richiedono tempo, esperienza e precisione.

È proprio qui che prende forma il nostro modo di intendere il design: conoscere il materiale, rispettarne i tempi e lasciarlo trasformarsi.